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contrazioni muscolari indotte

Il fascino del deflusso di sé appare nobile e distaccato, e in fondo chiedersi perché le dita in quel modo naturale e sotto-ritmo sbattano contro muri improvvisati di tasti semoventi, ebbene, avrei addirittura l’ardire di sostenere che la parte per il tutto fatica a sostentare ciò che è sospeso attraverso quattro gambe color nero e forma circolare, tipo quei tubi metropolitani odoranti asfalto acciaio e qualche altro metallo fors’anche poco nobile ma così affascinante, d’altronde si parlava proprio di fascino, nevvero.

Il punto. Dovessimo soffermarci sul punto non riusciremmo neppure a girare la testa attorno a superfici sfalsate a segni sanguinolenti, saranno forse tutte quelle zanzare puntute spiaccicate sui muri da desideri omicidi che non riescono a trovare soddisfazione causa riflessi ritardati e accidia incipiente.

Mi chiedo, me lo chiedo sempre, sebbene con un quel ghigno da figlio di buona donna che tanto sollazza giovini signorine alla ricerca di chissà cosa, dicevo, me lo chiedo sempre, di quanti arrivano a questa riga e quanti ancora proseguano dritti senza in fondo avere alba di ciò che l’attore protagonista nonché sceneggiatore e regista di se stesso porta a compimento in quel turbinio poco incline al compromesso eppur ammiccante quanto basta. Quanti perseguono la strada dell’inconoscibilità, quanti si incamminano per sentieri che diradano non poco, o forse semplicemente molto molto meno.

Chiamateli atti di fede, perché altro non sono, neppure per me stesso.

Di atti di fede ne sia pur pieno il deserto, sotto forma di oasi alberate gonfie d’acqua, il punto, si diceva, il punto è arrivarci. Che basti una piccola curva di qualche grado goniometrico per perdere la direzione, in fondo non servivano gli euclidei per sostenerlo.

Che il paradosso si sublimi in una direzione conosciuta solo ex-post, che i piedi consumino palmi e dita, che si giunga al calice tra soli multicolori e squillanti scampanellii.

E che il resto taccia per sempre.

 

Pubblicato il 19/7/2004 alle 23.27 nella rubrica chi sono dove sono quando sono assente di me?.

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