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cane mangia cane

Non so se tutto iniziò da quel giorno in cui cominciai, quasi involontariamente, a farmi di coca.

Ma se dovessi analizzare gli anni seguenti con una certa calma e pacatezza alla luce di ciò che significò per la mia vita a venire l’uso (che ancora non si poteva definire abuso), non potrei che dire quanto essi furono segnati da quell’esordio così predestinativo. Sia chiaro, qui non si fa vittimismo spicciolo, né si cercano alibi di sorta, perché almeno un po’ ci si gode sopra una storia così.

Certo, non fu un caso che a 14 anni, poco dopo essermi incipriato il naso, per uno stupido battibecco con un mio compagno di scuola semplicemente decerebrato a cui neppure avrei dovuto rivolgere un misero miserrimo sguardo tanto era il “palla di lardo” di turno, dicevo, non fu un caso che gli piantai le mani al collo quasi a soffocarlo spaccandogli naso e labbra a forza di testate.

Non fu neppure un caso che passai il mio bel mesetto di riformatorio, ben meritato, in fondo in fondo, di fronte a cotanta giovanil-ferocia.

Il decerebrato venne pure portato all’ospedale, grida da una parte urla dall’altra, professoresse che mi intimavano di non avvicinarmi, manco fossi uno di quei serial killer come ne avevano visti in troppi libri e film, qualche “assassino” urlato qua e là, ma in fondo i cari spettatori della scenetta se la stavano pure spassando, secondo me, da veri turisti da strage. E come dare loro torto. Io forse avrei fatto anche peggio.

Ok, avevo deciso. I paradisi artificiali non erano più per me.

Tutti d’accordo, certo. Infatti qualche cazzo di stronzo giorno dopo mi imbarcai nella più grande cazzata della mia vita e mi piantai una bella pera di ero nelle vene. Lo feci con classe, questo sì. Niente scene alla trainspotting, niente dipendenza stretta, giusto qualche significativo calo psicologico, che, lo ammetto, mi porta a perdere coscienza delle mie azioni in modo incontrollabile, ma che ho imparato a dissimulare alla grande.

Ormai neppure dio si accorge quando il mio cervello si stacca e la mente si ottenebra.

Ah, non preoccupatevi, si campa lo stesso.

 

Pubblicato il 7/7/2004 alle 22.7 nella rubrica chi sono dove sono quando sono assente di me?.

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