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deal done

Per quanto sia ipotizzabile, l’estensibilità del pensiero cerebrale verso lidi che di cerebrale hanno ben poco se non l’appendice, è questione da porsi esclusivamente in termini di parola riempita di soluzioni esportabili in maniera specifica, isolata e monopolista (per i teorici dell’economia sarebbe più corretto parlare di monopsonio, a dire il vero).

In realtà la questione da porsi è se parola, linguaggio e pensiero, l’uno mezzo degli altri in un circolo decisamente non spezzabile, dicevo, parola linguaggio e pensiero possano suscitare qualsivoglia conseguenza di natura fisica o rimanere astratta inerzia, perdendo di fatto, in questo secondo caso, quella forza propulsiva che chiunque abbia coraggio ed incoscienza di digitare un tasto su quel foglio bianco che ha di fronte a sè millanta ad ogni occasione.

La questione è ontologica, di certo. Provate, voi, ad eliminare la sostanza dell’effetto alter-dimensionale (ovverosia la fisicità) da parola, pensiero e linguaggio. Il “prodotto finito” che ne otterrete risulterà un bene castrato delle sue prerogative, oserei dire minato delle sue basi e ragion d’essere.

Tuttavia la questione, da ontologica, diventa di per sé finalistica. Il passo è breve. Il non-accadimento dell’essenza “effetto reale”, minando il peso specifico del risultato “prodotto finito” minerà a sua volta la logica (istintiva, razionale, metabolizzata, inconscia o quant’altro non importa) per cui si ricerca l’atto della fusione tra parola linguaggio e pensiero in uno o più corpi “materia fisica”. La sostanza di questo processo di natura degenerativa porterà in maniera diretta ed univoca alla negazione della motivazione e della causa per cui dare flusso a parola linguaggio e pensiero (pa-per-ling), giungendo, in-fine e in-principio, alla negazione stessa della trinità di cui sopra (pa-per-ling).

Per l’alimentazione della nostra trinità (pa-per-ling) e per il rifiuto di sterilità e nichilismo espressivi l’unica strada percorribile, risulta, in sé, quella della ricerca, maniacale, circolare ed infinita, della transustanziazione della trinità in “effetto reale”.

 

Pubblicato il 21/6/2004 alle 0.0 nella rubrica eXistenZ.

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