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  nilus ovvero finzione e realtà..surrealismo e volontà..
 
il confessionale
 


posologia: non prendere nilus troppo sul serio, rischio intossicazione da pseudo-concettualismo
 
are you experienced?
 
 
revolution 3/ nil us
 
 
perché nilus?

perché nilus è il nilo...
è un flusso... di parole...
di pensieri... di stati mentali
perché nilus è un nick..come poteva esserlo mr pink
perché nilus è anonimo
perchè nilus è un fumetto
perchè nilus è multiforme
perchè nilus è il disimpegno

 
 
scrivetemi a:
nilus1979@katamail.com
 
 
 
il razionalista
Il razionalista vive in un mondo empirico e fisico. Il razionalista è pragmatico e calcolatore.
Il razionalista è pratico e razionale. Il razionalista è lucido.
Ad un certo punto il razionalista si sente inabile a gestire la vita.
Il razionalista ha bisogno di bruciare il proprio cervello.
Il razionalista beve di solito.
Ma il razionalista usa la ragione.
Il razionalista pondera ciò che fa. Quando il razionalista non pondera ciò che fa non fa mai stronzate allucinanti.
Il razionalista ha bisogno di allucinogeni. Il razionalista ha bisogno di non controllo.
Il razionalista ha bisogno di vivere una vita surreale.
Il razionalista non deve pensare ciò che è bene e ciò che è male.
Il razionalista deve fare ciò che l’istinto ordina. Il razionalista deve morire.
Al posto del razionalista deve nascere un semi-allucinato-razionale.


26 febbraio 2004

confessioni

noi leggiamo sent




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18 febbraio 2004

agente segreto n.

Nella mia lunga vita di agente segreto ho vissuto e portato a termine moltissime missioni. Ammetto di avere dato la morte a molti nemici, qualche volta con mezzi leciti, ma il più con illegali e sprezzanti gesti di morte, uniti ad un profondo cinismo che mi era necessario per dare evidenza e materialità ai miei pensieri alimentati dalle letture del Divin Marchese e di tutte le trasposizioni multimediali di cui è stato oggetto.

Ammetto anche di avere fallito, in qualche occasione, dovendo sacrificare compagni, colleghi e soci per uscirne vivo. Ma, come si dice in missione, secondo un famosissimo e stilizzato motto di riferimento, “la mia pellaccia vale più della tua, quindi non esiterei a farti un buco al cuore pur di campare, possibilmente alla facciaccia tua”.

I miei primi training spionistici avvennero attorno all’età di dieci dodici anni, quando mi esercitavo con il mio solito amichetto ai lussi bondiani, tra pistole giocattolo e donne a propria disposizione svergognatamente inventate, per cui ci si chiudeva in una casetta di legno, che il mio collega agente segreto aveva in giardino, predisponendo piani, strategie, doppi giochi, e se ci scappava, pure con qualche derrata alimentare, tipo merendine, brioche e cocacola giusto per campare nelle terribili notti siberiane in cui ci calavamo.

Che dire poi di quando, sempre da quella casetta di legno gelida d’inverno e soffocante d’estate, guardavamo tra i listelli di legno per non farci cogliere di sorpresa dal Nemico, entità oscura e tremenda, decisamente indefinita. Noi, le migliori spie del mondo occidentale, che riuscivamo a trovare Nemici anche tra le vecchiette che abitavano di fronte, vecchie stregacce al soldo della spectre friulana.

E quando un vicino del mio collega agente segreto venne realmente arrestato perché nel suo giardinetto contiguo alla casa coltivava bellamente una mezza piantagione di marijuana, bè, lì il nemico divenne reale e noi diventammo i più grandi agenti segreti della storia specializzati in uccisione di Nemici Spacciatori per impossessarci del loro tesssoro da rivendere ai migliori offerenti.

Che avessero la forma dell’orrendo cane del mio amichetto, di qualche uccello che svolazzava da quelle parti, di alberi immaginati come uomini e di fantomatiche quanto inesistenti persone con cui si contrattava sul prezzo parlando da soli, bè, quello ben poco importava.

 

[e ricordiamoci che per quanto i massoni stiano con noi, siamo più avanti noi]

 




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28 novembre 2003

malattia, fede, fondamentalismo: un caso umano, me stesso

sono baggista

questa è dichiarazione di vita, lo amo dal lontano ’87, in lui si concentrano i miei unici estremismi, per lui ho smesso i panni del tifoso, ormai otto anni fa, quando i maledetti gobbi lo mandarono via per far posto ad un mezzo giocatorino fallito di cui, porcaputtana, porto pure un po’ di sangue di parentela nelle vene, che ci ha fatto perdere un mondiale ed un europeo

da quel momento mi posso definire un convertito, e si sa che i convertiti sono i più estremisti tra i credenti

 

sono stato capace di augurare il male fisico a tutti gli attaccanti che rischiavano di portare via il posto in nazionale per il mondiale coreano, con discreti risultati peraltro (chiesa ci ha rimesso la carriera, inzaghi quattro mesi, poi altri ancora nella lunga lista), fino a quando, come diceva paolo, il sardo, quello che annegò un’intera prole di gatti, tutto mi tornò indietro come un boomerang e baggio si spaccò

 

per lui ho costretto bc a vedere brescia-napoli, paolo a vedere brescia-bologna, e altre partite tra le più brutte della storia

 

datemi il dono dell’ubiquità e sono pronto ad indossare cinture esplosive e trasformarmi in kamikaze per azzerare la concorrenza nei confronti del santissimo

 

e ancora adesso, ogni due tre mesi riguardo le videocassette del mondiale americano sentendo la voce di pizzul mentre urla per i gol salvatori, e inizio a commuovermi e a gridare in giro per casa come se li avesse segnati ora

 

santobaggio

 




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2 settembre 2003

il confessionale: casi di famiglia, la sorella di nilus..

nilus nasce qualche anno dopo la sorella di nilus..


per puro caso il bel bimbo appena nato riesce a sfuggire al primo tentativo di omicidio perpetrato dalla sorella di nilus che, con finti occhi ingenui e puri, cerca di soffocare il neo-fratellino tappandogli bocca e naso..


la sorella di nilus si diverte tra l’altro, com’è risaputo negli ambienti gay di milano, a vestire nilus stesso da bambina, provocandogli una grossa confusione sull’indirizzo sessuale da tenere nella propria vita..


sempre la solita famigerata sorella di nilus, oltre a ricordargli in ogni istante fino all’età di dieci anni di essere stato adottato, figlio naturale di galeotto drogato e madre prostituta, lo minaccia di continuo, creandogli delle vere e proprie turbe da maniaco di persecuzione (per cui, con qualche altra turba generatasi nel tempo, soffre ancora)..


infine rifiuta di fare giocare il dolce bambino con le barbie e big jim (insultando il suo bel giocattolo macho) e non perde occasione per rimproverarlo sostituendosi alla madre anche quando non le è richiesto (in pratica sempre)..


il momento più grave si verifica quando la sorella di nilus, in preda ad un raptus da lite furibonda con il malcapitato nilus, strappa una foto incorniciata che ritrae il suddetto nilus con la suddetta sorella di nilus..


nilus, cercando di sfruttare la situazione a suo vantaggio, con la napoletana platealità che lo caratterizza, riesce, però, molto abilmente, a passare come tremenda vittima della situazione nonostante il torto marcio nell’occasione, facendo schierare i propri genitori a sua strenua difesa..


nilus, dolce e sensibile bambino, porta ancora dentro i segni (fisici, ma soprattutto psicologici) dell’invasiva influenza della sorella di nilus, per cui prova un profondo terrore..




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11 giugno 2003

GRIM: il giorno in cui sono stato quasi stuprato da Nilus e dai suoi amici gay che ballano Ymca

Scrivo queste parole con la sigaretta in bocca, la stessa che mi accompagna in tutti i miei momenti difficili. Trovo nella scrittura la forza di sublimare i miei incubi, quelli più repressi, quelli più oscuri e torbidi. Solo cosi riuscirò a dimenticare questa storia orrenda. è la storia di un sogno, del più tragico dei sogni. Uno di quei sogni che ti lasciano senza fiato. Eccolo. Ho sognato di venire (quasi) violentato da nilus. Ricordo poco e ricordo male, ma ricordo quanto basta. Non so come ma nel sogno mi ritrovo a casa di nilus, una casa su un attico, piena di luci e di ombre. La casa è tutta merletti, muri fregiati, statue sacre di oro e avorio.  nilus mi apre la porta a torso nudo. Mi dice “dai entra”. Non esito. Entro io e accanto a me c’è gnappo (in realtà ignaro di essere coinvolto nel sogno). Entriamo e nilus (alto, moro, con un po’ di peluria sul petto, ndb) mi offre un succo all’ananas. Non ricordo cosa mi dice, mi convince però a dare un’occhiata alla casa. cammino. Ad un certo punto incontro un portoncino di metallo, come quelli che si trovano nei cimiteri. Penso che sia strano trovare una cosa del genere dentro una casa. entro dentro la stanza e mi ritrovo in posto assurdo: sembra la cappella sistina in miniatura, con migliaia di angeli che svolazzano ovunque. Quando mi giro rimango sconvolto: davanti a me una statua gigantesca del cristo, enorme. Mi indica e mi guarda. I polmoni mi si bloccano e mi abbasso a terra per cercare di scappare, di non rimanere sotto lo sguardo della statua. Cerco di strisciare fuori come posso ma mi manca il fiato. Sono sconvolto, piango come un bambino. Quando riesco ad uscire trovo gnappo steso a terra. Cerco di raccoglierlo ma quando mi giro vedo che la casa sta cambiando. Si apre uno specie di siparietto, ma fatto di tela bianca, come i separé degli studi medici. C’è un gigantesco proiettore che illumina da dietro facendo apparire quattro ombre. Sotto, la musichetta di YMCA. Escono quattro omoni enormi e pelosi vestiti di pelle. Dietro, invece, nilus: con perizoma bianco a chiazze rosa e un gigantesco cappello a cilindro con le orecchie da coniglietto, pure questo rosa. Mi dice: “pensavi di uscirne camminando?”. Capisco tutto e cerco la via di fuga. Scappo, ma due omoni mi prendono e mi buttano su un lettino da ostetrica. Io che non sopporto essere bloccato sui lettini, inerme come un verme cerco di dimenarmi ma sono troppo forti e non ci riesco. Vedo nilus che si infila un guanto di lattice e dice una cosa orrenda, perversa, non so comunicarvene il senso, ma è come se un dottore ti dicesse freddamente che per te non ci sono speranze. “giratelo”, dice. Ma quando uno degli omoni molla per un istante la presa io do un calcio pazzesco sui testicoli di uno di questi, mentre ballava a testa in giù. Poi scendo dal letto e, braccato, afferro una statua in bronzo di sant’antonio col proco e la suono sulla faccia di nilus che sviene immediatamente. Raggiungo la porta, ma non riesco ad afferrare gnappo. Penso che per lui è ormai finita. Meglio a te che a me. Esco fuori, cerco di rimettermi in sesto. Scendo per le scale, tutte di moquette e incontro il portiere. “tutto a posto?”, mi dice. “chiedilo a tua madre”, e scappo.

 

Fine del sogno (me lo ricordo esattamente cosi. Spero che non mi giudichiate male.)

grim




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10 giugno 2003

nilus dentro il confessionale. I complessi di nilus: l’inabilità canterina..

sarà il desiderio di imitazione di freddie mercury, sarà che fino a quando non ho sbattuto contro la terribile realtà ero convinto di avere una buona voce che doveva semplicemente essere educata., sta di fatto che ogni volta che ascoltavo canzoni in auto, nei locali, con gli amici, per la strada, mi lasciavo andare a sfrenati riti di canto, alzando il volume delle mie corde vocali, certo di ricevere riconoscimenti positivi sulle mia abilità cantatorie..

e quando tutti i miei amici imploranti mi chiedevano di smettere, ero certo che ci scherzassero sopra esagerando..

il risveglio, terribile e paragonabile a quando viene svelato ad un bambino, per pura cattiveria, che babbo natale non esiste, avvenne il primo gennaio di tre anni fa a firenze..

ambientazione: disco pub in cui era possibile impugnare il microfono ed esibirsi dal vivo..io ed un amico, già avvezzi (e probabilmente avvinazzati) a performance del genere, salimmo tracotanti sul palco, chiedendo all’accondiscendente band due pezzi: el diablo dei litfiba (che bene si adattava alle nostre voci –mah?!-) e with or without u degli u2 (assolutamente impossibile per qualunque persona che detenga, anche in minima parte, ormoni maschili)..

la pazienza della band, nonostante i molti sorrisi ed incoraggiamenti di circostanza, toccò il punto più basso alla prima strofa di with or without u..il tastierista, con molta sensibilità si girò verso il deejay intimandolo a sfumare la canzone, dicendogli qualcosa tipo “per carità, sfuma sfuma che è terribile..senti che roba!”..

io, che all’orecchio sinistro ho un buon udito (mentre al destro sono convinto di essere sordo nonostante l’otorinolaringoiatra mi abbia assicurato della salute di entrambi i miei timpani), sentii tutto e scoppiai a ridere senza riuscire a trattenermi..quindi lasciai il microfono, ringraziai per la disponibilità e mi ritirai in silenzio in un tavolino, a farmi consolare per la tremenda scoperta..




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10 giugno 2003

guest star! boccadorata dentro il confessionale: il professore di matematica..

Il mio professore di matematica del biennio era matto.

Non lo dico così per dire ma è vero che l’hanno ricoverato al CIM per un po’.

Un bolognese vestito con un paltò  liso e strasporco, i capelli grigi spettinati e la bavetta bianca ai lati della bocca. Anche il mio prof di matematica delle medie aveva la bavetta bianca ai lati della bocca. Era zitello. Credo anche gay. Viveva con i suoi gentitori. Era molto severo ma anche uno spasso (ma questo l’ho davvero scoperto dopo le medie). Ci chiamava “merli” e girava la leggenda che ad un suo allievo che gli aveva dato del gay gli avesse  infilzato il bianchetto sulle mani.

Leonardo L. invece era sposato. Io non ho mai visto sua moglie ma mi hanno riferito non fosse troppo diversa da lui.

Leonardo, quando attraversava la strada,  alzava la mano per far cenno agli automobilisti di fermarsi e camminava lento tutto ingobbito guardando di traverso da sotto il braccio. Il semaforo per i pedoni era verde ovviamente.

Veniva a scuola in bicicletta ondeggiando come un ubriaco. Ma non credo bevesse. Non puzzava d’alcool ma piuttosto di fumo di sigaretta e di naftalina.

Un giorno Leonardo mi cacciò fuori dall’aula perchè avendo chiaccherato un po’ con la mia compagna di banco e avendoci fatto separare i banchi, io le avevo lanciato l’astuccio in viso per scherzare (simpaticona, eh?) e lui avendo lucidamente colto il fatto mi cacciò fuori. La nostra aula dava sul chiostro interno della scuola (un ex-convento, ex-tribunale e ora ex-scuola) ed era inverno. La mia compagna nel frattempo lo convinse a farmi rientrare con la scusa che faceva freddo ed ero senza giaccone. E lui magnanimo acconsentì. Non credo che neanche si ricordasse dopo 5 min perchè mi aveva cacciato.

Il voto finale del secondo anno fui io a deciderlo. Per poco studio avrei dovuto avere un sei in pagella dato che pur senza avere mai insufficienze fino ad allora, la mia media era stata di poco superiore al sei. Così mi chiese “cosa vuoi che ti diamo a te? Qui dovrei darti un sei...tu vorresti il sette immagino. “ Io ovviamente gli dissi che era normale che mi sarebbe piaciuto avere un sette. Al che lui replicò con forte accento bolognese “ma sì, sei una brava ragassa, avanti...”. E fu sette.

Un giorno entrato in aula di cattivo umore, infreddolito e un po’ in ritardo chiamò di gran voce C. alla cattedra accusandola di “averla sentita”. “ti ho sentita sai??ti ho sentita!!perchè lo so che tu ti fai le pere!!tu! tu ti fai le pere! Vergogna!!” C. era una delle secchione della classe. Una ragazza di campagna, con accento dialettale, tutta casa e chiese. Si mise a piangere per le accuse totalmente folli che Leonardo le urlava contro.

Un giorno Leonardo ci raccontò, lagnandosi, dei suoi anni di studio di matematica a bologna quando i suoi amici venivano a chiamarlo per uscire la sera e lui non usciva perchè doveva studiare...

Alla fine del nostro biennio fece ancora un anno a scuola nostra dopodichè venne mandato a insegnare in un istituto tecnico. E infine giunsero voci sul fatto che non insegnasse più perchè lo avevano tolto dall’insegnamento e mandato a curarsi al CIM.

Si diceva che fosse stato eliminato perchè una volta si era presentato a scuola in pigiama.




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3 giugno 2003

nilus dentro il confessionale: il primo rapporto sessuale..

quando si parla di confessioni non si può prescindere dalle confessioni di natura sessuale..

il mio primo rapporto sessuale l’ho vissuto in tenera età..all’età di 5 anni infatti vivevo, dormivo e giocavo con un orsetto di peluche di marca trudy che io chiamavo trudy (sebbene il nome non mi piacesse) perché convinto che quello fosse il suo vero nome, non mutabile in alcun modo..

trudy era di pelo marrone, morbido e profumato (all’inizio), poi decisamente maleodorante (dopo che la costringevo a seguirmi in tutti i giochi, anche in quelli meno igienici)..

ricordo come fosse ieri la mia prima volta..infatti presi il peluche, e, non sapendo perché, praticai un buco nel di lei corpicino, in cui iniziai ad inserire qualunque cosa..devo dire che presi tutto come un gioco..e il gioco mi piacque, tanto che, lo praticai più e più volte al giorno..

più passava il tempo più il buco si allargava e più estraevo da lei la sua essenza vitale (ovvero la gommapiuma al suo interno), fino a che, un brutto pomeriggio d’agosto, forse sotto l’effetto di un raptus da temperatura sahariana, la uccisi sventrandola in due parti quasi simmetriche..

crepet sosterrebbe sicuramente che ho un futuro da serial killer..




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1 giugno 2003

nilus dentro il confessionale: la prima sbornia (confessione per stomaci forti)..

la mia prima sbornia la presi a 16 anni, in una torrida giornata di metà luglio..


l’occasione nacque con il compleanno di un mio amico di paese..


organizzammo al proposito una festa nei campi attorno al paese che sarebbe partita alle 11 di mattina..


avendo un budget limitato, i beni primari che non potevano mancare furono ovviamente alcolici, di ogni tipo e gradazione, mentre il cibo passò nettamente in secondo piano e bevande non alcoliche non furono neppure prese in considerazione..


ci dirigemmo verso un campo sperduto, un’ampia radura dove ci saremmo potuto tranquillamente scannare senza che nessuno si accorgesse di nulla..


la ventina di balordi presenti, bevendo a stomaco vuoto sotto il sole cocente, si sollazzò ridendo e scherzando per una mezzora tra vino, vodka, tequila e prosecco, fino a che i primi cadaveri caddero a terra esanimi..altri, i più forti di stomaco, scherzarono i primi caduti..due amici, completamente ubriachi presero motorini e 125 e si schiantarono a terra semidistruggendo i motocicli (non propri) e procurandosi dei tagli non indifferenti..


io caddi contemporaneamente ad un mio grande amico, mentre provavamo l’ebbrezza di finire una bottiglia di vino in un sorso solo..il mio amico, disteso a pancia in su si addormentò, e nel sonno iniziò a vomitarsi addosso, al che, tra un conato e l’altro, lo girai per impedirgli una morte sicura..un disgraziato continuava a gridare piangente che l’amico a fianco a lui era morto, o quantomeno in coma irreversibile, mentre tutti gli altri, troppo distrutti dal dolore fisico pensavano esclusivamente alla propria salute..


dopo qualche ora ad un certo punto mi alzai, inforcai la bicicletta e, con le residue forze, barcollando e rischiando di cadere in ogni momento, riuscì a tornare a casa..


cadaverico e di colorito marrone suonai il campanello, mia madre mi aprì, chiese allarmata che cosa era successo..io scagliai la bicicletta in giardino e, puzzando di vomito, ammisi, con la coda tra le gambe, di essere completamente ubriaco e di voler andare a dormire..mia mamma, interdetta e stupita, mi fece una camomilla e mi rimboccò le lenzuola, guardandomi con un po’ di pena..


seppi qualche giorno dopo che il festeggiato, rimasto solo nel campo senza che nessuno se ne accorgesse, si risvegliò nel tardo pomeriggio in condizioni igieniche disastrose, non riuscendo a controllare il suo intestino il tempo necessario per tirarsi giù i pantaloni..seppi inoltre che il poveretto, che non volle mai più tirare fuori quell’infausto pomeriggio, si pulì (se così si può dire) con l’acqua lurida e brulicante di insetti di una pozzanghera..                                       




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31 maggio 2003

esclusivo! Il gatto pini: "la mia verità nei confronti di quel pazzo sadico di nilus"

se ripenso a quei tre anni in casa con quel nevrotico deficiente vengo ancora preso da attacchi intestinali e di vomito (ammetto che mi manca il suo letto, morbido e spazioso, almeno a questo scopo)..

nilus mi dava fastidio, cercava di diventare amico a tutti i costi, forse per carenze affettive e sessuali..io lo rifiutai dal primo momento, e da quel momento la mia vita fu un inferno..

mi dava l’acqua quando non avevo sete e me la toglieva quando iniziavo a bere..per due giorni interi non mi diede i croccantini da mangiare..e a quel punto mi ispirai a gesù digiunante nel deserto per 40 giorni e 40 notti..

un giorno mi prese e mi lanciò contro il muro, senza un motivo..poi mi insultava di continuo, quasi sfogandosi dei suoi continui raptus..

e come facevo a rivolgergli anche solo uno sguardo, lui che non era di certo nobile e si lasciava andare ad invettive continue?

più volte mi lasciava senza pranzo o cena, al che io mi avvicinavo chiedendo il mio pasto quotidiano, e lui perversamente versava i croccantini nella ciotola..quando mi avvicinavo me ne faceva mangiare uno o due, tanto per aprirmi per lo stomaco, dopodiché li rimetteva impedendo che mi rifocillassi e facendomi soffrire enormemente..

per colpa sua ho vissuto due anni dall’analista, e nei miei incubi è ancora sempre presente..

la sostanza è che è un maniaco sadico, e ho benedetto il momento in cui è uscito definitivamente da quella porta..

e, devo dire, l’inferno se l’è guadagnato già soltanto in quel periodo..

che dio lo punisca!




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30 maggio 2003

nilus dentro il confessionale: tentato omicidio e maltrattamenti..

lo so, con questo post non si scherza..potrei essere denunciato per tentato omicidio e maltrattamento di animale domestico..

ho vissuto per tre anni con un gatto e relativo ragazzo, proprietario del terribile felino..persiano, di alto lignaggio, se la tirava come più non poteva..dopo un anno faceva ancora fatica a riconoscermi quando entravo in casa..non ho mai capito se fosse deficiente o se si sentisse troppo nobile..

di sesso ambiguo, castrato quasi alla nascita, non aveva mai conosciuto il piacere di copulare, e, a mio parere, questo aveva prodotto in lui un livello di frustrazione senza precedenti..

il nobile, il cui vero nome pare fosse arturo, veniva chiamato pini..il motivo per cui il padrone diede un nome così stupido a quel felino non l’ho mai compreso..

iniziai il mio rapporto col gatto convinto di diventare ben presto suo amico e confidente..in realtà, quel porco mi snobbava, mi cercava solo quando aveva fame dei suoi miserrimi e fetenti croccantini, per poi, una volta avuti, ritornare in uno stato di apatica presunzione..

apparte gli aspetti caratteriali, per cui capimmo entrambi che tra noi due mai sarebbe scorso buon sangue, ora elencherò una parte di tutti le malefatte della bestia in questione..

nell’ordine: defecò più e più volte sul bidè, perché a lui piaceva accoccolarsi laddove uno di solito si lava; defecò sul lavandino, sia della cucina che del bagno, per lo stesso motivo di prima; mi causò forti attacchi allergici, causa il suo sporco lurido pelo di gatto persiano; mi attaccò la toxoplasmosi, e non voglio sapere come; espulse il suo liquido vescicale in cucina e nella mia camera, più e più volte; venne colto da attacchi intestinali fortissimi per cui vide bene di lasciarsi andare non nella lettiera adibita ai suoi bisogni, ma in camera mia e, massimo tra lo schifo, sul mio letto; era solito pulirsi il sederino sul pavimento, lasciando evidenti tracce; vomitò ripetutamente in giro per la casa; si rifaceva le unghie sul mio piumone..

il giorno in cui mi piantò anche i suoi schifo di artigli sul mio braccio, io non ci vidi più, e accecato dall’ira, decisi di fargliela pagare: lo presi, lo infilai nella lavatrice e fui decisamente tentato di accenderla; poi lo inserii nel forno (purtroppo spento) e quindi nel frigo, dove lo lasciai per qualche minuto mentre lui si dimenava..infine lo presi a calci nel culo e gli tirai orecchie e naso, al punto in cui mai più si avvicinò a me e alla mia camera..

ancora adesso mi chiedo se non era il caso di buttarlo giù dal 4’piano spacciando la morte di quel gatto malefico come una tragica fatalità..




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29 maggio 2003

nuova rubrica: il confessionale “l’amico masturbatore”..

il blog nilus svolge anche una finalità sociale e morale..

in virtù di questi alti e nobili obiettivi viene aperta una rubrica, chiamata “il confessionale”, in cui nilus stesso e chiunque ne abbia il desiderio, può raccontare confessioni estremamente private e personali, aneddoti, leggende (di natura metropolitana, ovviamente), pettegolezzi, rumours..

il confessionale è un luogo discreto e semibuio, in cui potrete raccontare le vostre esperienze ad un umile sacerdote blogger..

le confessioni sono aperte..la stola è indossata..

 

“caro confessore, ho assistito a delle scene decisamente oscene e viziose”..

 “all’età di 16, 17 anni, mi trovavo con amici del mio paese per giocare..una domenica pomeriggio organizzammo una festa a casa di un amico..casa grande con giardino e cane annesso..ad un certo punto la noia ci pervase..giocare a calcio e a pallacanestro non ci bastava più..la musica non ci soddisfava..

uno dei miei più cari amici decise di rompere la monotonia..richiamò il cane, uno di quei piccolo bastardini brutti e molto stupidi, e proclamò ad alta voce “ora lo masturbo..vediamo come reagisce”..

noi tra lo sdegno schifato e la curiosità sempre più forte gli dicemmo che non avrebbe mai avuto il coraggio di fare una cosa del genere..

e invece, il lussurioso iniziò ad accarezzare il cane e lo masturbò..il cane, che non aveva mai visto una cagnolina in vita sua, si eccitò immediatamente, guaiva sempre più forte, e infine esplose in tutto il suo piacere e la passione..

mi chiedo ancora se l’amico fece un’opera di bene nei confronti di un cane che mai avrebbe assaporato determinate sensazioni, o se fu invece solo un’opera di perverso sfruttamento del piacere altrui (canino) per il nostro divertimento..

dopo quel fatto, il cane peccatore, ogni volta che vedeva l’amico masturbatore, si attaccava a lui e iniziava a strusciarsi, prendendosi ogni volta, invece che gli agognati orgasmi, delle gran pedate sul posteriore"..




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