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  nilus ovvero finzione e realtà..surrealismo e volontà..
 
cultura o bruttura
 


posologia: non prendere nilus troppo sul serio, rischio intossicazione da pseudo-concettualismo
 
are you experienced?
 
 
revolution 3/ nil us
 
 
perché nilus?

perché nilus è il nilo...
è un flusso... di parole...
di pensieri... di stati mentali
perché nilus è un nick..come poteva esserlo mr pink
perché nilus è anonimo
perchè nilus è un fumetto
perchè nilus è multiforme
perchè nilus è il disimpegno

 
 
scrivetemi a:
nilus1979@katamail.com
 
 
 
il razionalista
Il razionalista vive in un mondo empirico e fisico. Il razionalista è pragmatico e calcolatore.
Il razionalista è pratico e razionale. Il razionalista è lucido.
Ad un certo punto il razionalista si sente inabile a gestire la vita.
Il razionalista ha bisogno di bruciare il proprio cervello.
Il razionalista beve di solito.
Ma il razionalista usa la ragione.
Il razionalista pondera ciò che fa. Quando il razionalista non pondera ciò che fa non fa mai stronzate allucinanti.
Il razionalista ha bisogno di allucinogeni. Il razionalista ha bisogno di non controllo.
Il razionalista ha bisogno di vivere una vita surreale.
Il razionalista non deve pensare ciò che è bene e ciò che è male.
Il razionalista deve fare ciò che l’istinto ordina. Il razionalista deve morire.
Al posto del razionalista deve nascere un semi-allucinato-razionale.


31 marzo 2004

calcetto-tristezza a volontà, quando anche i meneghini fanno calcisticamente pena

Ci mancava solo Morris al calcetto-tristezza/2.

Scaldamuscoli neri stile ballerino del Bolscioj, gambette magre su corpo alto e capelli alla Gesù Cristo, l’inattività di Morris si prolunga da qualcosa come sei mesi e, vivaddio, al primo scatto, già ansimante, si porta il braccio alla milza.

In campo, tra duetti alla Totti e Cassano (o magari alla holly e benji), Morris e nilus si mandano a fanculo ad ogni palla, quasi minacciando a vicenda ritorsioni casalinghe, per poi, ad ogni gol segnato, abbracciarsi come due fratellini che ritrovano il giocattolo.

A questa vivacità linguistica incrociata (quante madri scomodate in un’oretta di partita) degna di essere raccontata si affianca un caso umano, che appare tale in tutta la sua tristezza. Lo ammetto, di lui non volevo parlare, sarebbe stato troppo anche per me. Tuttavia il desiderio di cronaca e un po’ di sano sadismo hanno fatto prevalere la linea-verità. Ora, io non ricordo alcun giocatore (tranne Annibale Frossi alle olimpiadi di Berlino del ’36) che abbia indossato un paio di occhiali spessi come due fondi di bottiglia durante una partita che non fosse scapoli/ammogliati (lo stesso Zoffoli durante l’original calcetto-tristezza ha avuto l’accortezza e la classe di levarsi i suoi stilosi occhialini professionali).

Lo sconosciuto caso umano, invece, piena rappresentazione dell’essenza del nerd, non solo perde ogni credibilità pedatoria inforcando quel trabiccolo sul naso, ma addirittura, con tracotanza e superbia, non ha neppure la decenza di stare umilmente in difesa a spazzare come ai bei tempi di Pasquale Bruno. Così, difesa o non difesa, lo vedi vagare per il campo senza un minimo di senso, correndo ovunque non ce ne sia bisogno. Peggio ancora, si intestardisce in azioni isolate che non possono essere interrotte come meritato con insulti nilusiani o morrisiani giusto solo perché mai si è visto (e speriamo mai più si veda), quell’omettino tanto incapace quanto ostinato.

Vederlo arrancare come un barilotto che rotola in un magazzino mentre tu ti avvicini per aiutarlo e lui gira la testa dall’altra parte. Vederlo tenere palla solo per aumentare il proprio ego azzerandolo all’istante il secondo successivo dopo averla persa. Vederlo rimanere piantato in attacco quando la palla è in difesa. Vederlo rimanere meno degli altri in porta quando la manna dal cielo sarebbe incatenarlo ai pali.

Ecco, tutto questo solo per dire che rimpiangere il calcetto-tristezza originale, i tiracci sbilenchi di Freelance e le parate di Marione non pensavo mi potesse capitare.

 




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30 marzo 2004

io, ozzy e gatto panceri

Adoro, adoro, adoro vedere le teenager esagitate sotto la balconata in piazza Duomo in attesa del belloccio cantante di turno.

Che poi ce ne sarebbero da scrivere di analisi sociologiche spicciole che una volta i maledetti alla Morrison tiravano e ora andiamo di Tiziano Ferro, Ronan Keating e qualche altro biondino inglese insciacquettato lindo come una bambolina e profumato come un deodorante da armadio.

Ve li immaginate i Boyzone o i Backstreet Boys mentre giocano assieme a voi alla Playstation mentre Ozzy Ousborne nell’altra stanza si scioglie l’eroina e se la pianta in vena?

Lo prometto, la prossima volta mi metto in coda pure io per un autografo dal mio cantante preferito, Gatto Panceri

(dico, ma come fa uno a presentarsi al pubblico con un nome così? Non sarà meglio un nilus o addirittura un Napoorsocapo?)

 




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23 marzo 2004

ancora b-movie

g: Si diceva? Forse che sì, forse che no?

l: Tu sei pazzo.

g: No, forse sei tu a non avere capito.

l: Ciò che dici non ha senso. Non ha realmente senso.

g: Guarda, il fatto che io ti dica una cosa del genere non ti autorizza a prorompere in bestialità simili.

l: Guarda, il fatto che tu mi dica una cosa del genere non ti autorizza a dirmi cosa devo o non devo dire, spero sia chiaro.

g: I tuoi giochi di parole non mi colpiscono. Ormai ti conosco.

l: Tu non sai neppure che cosa significa conoscermi.

g: Sarò costretto ad ammazzarti. Penso che tu sappia quali sono le regole.

l: Sapevo saremmo arrivati a questo punto.

g: Mi dispiace, nel momento in cui hai deciso in quel modo sapevi a cosa saresti andato incontro.

l: Questi giochi non mi piacciono. Lo sai. Allontanati.

g: …

l: Allontanati! Hai capito? Allontanati. Non costringermi a…a compiere gesti che non voglio compiere.

g: …

l: No! Stai fermo!

g: … 

[rumori a piacere, spari che si susseguono, urla soffocate, calci in faccia, ultimo colpo di pistola] 

l: Perché? Perché mi hai costretto a farlo? Perché? 

[lacrime dimesse e tirar su di naso, tra muco e cocaina, quindi scalpiccio di scarpe su pavimento]

 




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5 febbraio 2004

La prova del Grande Cannocchiale: tema? Utero in affitto

Che espressione trash. “Utero in affitto”. Vengono i capelli dritti solo a pensarci. Oppure ci si ride sopra, come quando da piccolo ad ogni parolaccia che si sente dire inizi a ridere a crepapelle. E allora “cazzo, merda, stupido, utero in affitto”. E giù a ridere.

Se sei più grande, se hai circa trentenni, ti accontenti di un mezzo sorriso, non si sa quanto accennato.

Con l’età che avanza, poi, dai quarantanni in su (non me ne vogliano i chiamati in causa), abolite le risate elementari (nel senso di scuole e di divertimento), si assume un tono altero, quasi corrucciato e serioso, viso scarno e reclinato leggermente in atteggiamento pensieroso. “Utero in affitto”. Ah, no, niente risate, siamo seri, please. “Utero in affitto”. E via con le mani appena appena che si muovono verso i capelli, sguardo severo e occhio semichiuso in fase di analisi. “Utero in affitto”. E si inizia a discutere su ciò che è la vita, la morte e la libertà e bla bla bla. “Utero in affitto”. E partono le inquisizioni spagnole contro i libertari irrispettosi. “Utero in affitto”. E via contro i liberticidi oscurantisti clericali prezzolati da Papa, diccì e post-diccì.

Utero in affitto”. “Utero in affitto”. “Utero in affitto”.

 

Rido rido rido. E un po’, solo un po’, penso.




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18 gennaio 2004

diccì, quel nostalgico orgoglio di chi non conta più

Sette, blogs, interviste, servizi tivù. Riemerge l’orgoglio diccì, quello che ciclicamente, a cicli sempre più brevi, ripropone quel mitico tormentone “si stava meglio quando si stava peggio, o meglio, quando noi eravamo al potere”.

Eppoi Balene Bianche da riesumare, governi di cui riappropriarsi, partiti post-democristiani che devono nascere e che non nasceranno mai.

Con una sola certezza, che la restaurazione la voglia solo chi è rimasto a piedi undici anni fa.

                                                                                                                                                                 




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3 novembre 2003

at last, it’s my turn now

solo un evidente stato di alterazione delle percezioni può permettere di masticare e sputare alla maniera dei bovini pagine e pagine di sterili spaccamenti di capelli in plurime e plurime parti, escatologici principi ultra-costituzionali da scriverci manifesti di libertà su questo o quello o su presunte ingiustizie subite da quell’altro ancora, fiumi di liquame gratuiti spacciati per chissà che rivolti addosso indiscriminatamente e guerre puli-coscienza, nani che attraverso lenti distorte divengono aitanti e baldi giovani, ballerine intro-coscienti che discutono di nulla con toni di verità che dio non ci ha ancora donato per dimostrare qualche risultato dall’esito ambiguo e noioso, estremamente noioso

 

ecco, mi bevo la mia birra, ascolto hendrix a palla e guardo, sorridendo, mentre ci accapigliamo sul capello di prima, sull’avvocatura del diavolo buonista e tediosa, sui fenomeni da baraccone

 

saremmo capaci di fare la guerra su un asciugamano fuori posto o su una pentola unta, su una canottiera spiegazzata o un calzino dove non dovrebbe essere

 

ri-abilitiamo l’incomunicabilità e mandiamoci a nostra volta a quel paese, unico modo per capire che su tutto ciò di cui non si può parlare si deve tacere, e che probabilmente si deve tacere pure su tutto ciò di cui si può parlare

 

fanculo, nilus

 




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19 ottobre 2003

the moody prophet's ballad

il mio problema è che non so distinguere i colori..

non è che sia daltonico, è che penso di essere stato ineducato alla distinzione dei colori..

così per me esistono il blu, il rosso, penso il bianco e qualche piccola tonalità riconoscibile..

non è facile vivere senza la coscienza dei colori..

come fai a descrivere un vestito, una giornata, i tuoi stessi occhi?

 

oggi ho vissuto una giornata grigia (no, stereotipo da città metropolitana), azzurra (no, troppo berlusconiana), color petrolio (indefinibile per un daltonico simulato come me), rosso tramonto (cliché pluri-utilizzato tra i post-adolescenti da libro cuore), verde bottiglia (troppo alcolisti anonimi, indubbiamente)?

no, non so che giornata ho vissuto..

forse delicata come una mazzancolle alle verdure..

saporita come uno stinco con cavolfiori in besciamella e polenta..

calorica come una torta nuziale con bignè glassati..

no, non lo so, anche perché il matrimonio non era il mio, nonostante abbia preso in prestito gratuito qualche sorbetto in più rispetto a quelli cui ero destinato..

 

e anche se, a dirla tutta, la mia giornata era bianca come un sauvignon a retrogusto di banana e pera, e rossa come un merlot poco tannico e facile da bere al palato..

 

perché in fondo i colori non sono poi così diversi da quello che ci immaginiamo passare per la testa quando ricomponiamo il puzzle di vino, grappa, montenegro, prosecco di valdobbiadene e un pò di musica facile all'uso..

 

colonna sonora al sapore amarognolo e barricato di velvet underground..




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2 ottobre 2003

la morte si avvicina e si sentono già le campane suonare, beatificando prima del tempo..

il papa sta per salutare il mondo terreno, il papa è schiattato, il papa sta molto male, il papa vive con le flebo, il papa non parla più, il papa è già morto, ibernato e al suo posto parla un imitatore..

so che forse questo post turberà qualcuno, e verrà tacciato come irrispettoso e irriverente, probabilmente di cattivo gusto..

tuttavia quello che sto scrivendo serve per buttare fuori, una volta per tutte, il rospo che mi sta otturando la gola da parecchio tempo..

ora, capisco che ogni volta che muore un personaggio rilevante e di dominio pubblico c’è la consueta opera di beatificazione, il che, per quello che riguarda una figura di sicura presa mediatica come il papa, identificata addirittura come il bene, è perfino scontato..

capisco il fascino papale, e lo capisco per vari motivi: ha avuto il grande merito di sviluppare una incredibile capacità di leadership, dando nuova identità alla chiesa, sfruttando la sua proverbiale capacità mediatica, la sua telegenia, la sua visibilità, facendosi apprezzare, in maniera bipartisan, da quasi tutti, catturati dalla sua forza espressiva..

capisco il grande merito di avere contribuito alla caduta del muro di berlino; capisco la sua attenzione verso i giovani; capisco la capillarità pastorale che ha raggiunto volando in ogni parte del globo; capisco il rinnovamento d’immagine che ha dato ai collarini su due zampe; capisco che venga percepito come uomo di pace; capisco che buona parte della popolazione cattolica viva in uno stato quasi-estatico di fronte alle sembianze di questo papa vecchio, cadente, quasi moribondo che suscita tenerezza e allo stesso tempo stima..

 

ora però è necessario fermarsi, rifiatare, abbandonare la carica emotiva e razionalizzare la situazione..

il papa, per quello che si dice real-politik, è prima di tutto, prima che prete, santo, beato o invocato, è uomo di potere..e questo nessuno, nessuno deve dimenticarlo..

è al comando di uno stato, perché tale è, con un bel prodotto nazionale lordo (dato che i proventi vaticani nascono al di fuori dello stato vaticano), di cui peraltro non si conoscono le statistiche; è al potere da 25 anni, castro da 50, bush per ora si ferma a tre, clinton lo è stato per otto..e in 25 anni non è stato verginella trovata per caso nelle stanze dei bottoni, tutt’altro..25 anni alla guida di uno stato sono tanti, pensiamo solo alle quantità di ingerenze che è riuscito a produrre durante il suo pontificato (libero stato in libera chiesa?) e all’abitudine originata dalla sua faccia, vista per almeno quattro generazioni..

poi pensiamo, per esempio, alla dottrina seguita, estremamente rigida e ben poco accomodante: parlare dell’uso del preservativo è addirittura stucchevole, nella sua banalità; ben più pregnante il problema del controllo delle nascite nei paesi africani; la dottrina morale proposta, assolutamente fuori dal tempo; un atteggiamento di rigidità teologica e morale da era pre-moderna (per esempio per quello che riguarda i divorziati i quali non possono fare la comunione); il rapporto tra giovani e rapporti pre-matrimoniali, al quale non credono neanche più gli stessi preti; il rapporto scienza-chiesa..

ora, non voglio parlare della presunta infallibilità (o forse fallibilità) papale, né tirare in ballo facili questione su cui sguazzano detrattori papisti (lo ior, lo sfruttamento di padre pio e la nomina di moltissimi santi che producono, tra le altre cose, una mercificazione degli stessi santi o beati), né, tantomeno, elencare in maniera scontata e caotica temi diversissimi tra loro, ognuno dei quali potrebbe portare a discussioni lunghe mesi interi senza giungere ad alcuna conclusione univoca..

solo una cosa, a credenti e non credenti, estimatori o denigratori papali, affiliamo un po’ il nostro spirito critico, ricordiamoci che il papa è prima di tutto uomo di potere, talvolta (ma non sempre, come ogni persona di potere) uomo-giusto, non facciamoci accecare da quelle vesti luccicanti di bianco e assordare da quella voce tremante e quasi incomprensibile ma decisa; non diciamo troppo ad alta voce che speriamo con tutte le nostre forze che non muoia, se non altro perché è un povero vecchio che non riesce neanche più a parlare, figuriamoci a realizzare i suoi programmi dottrinali o dare nuova linfa allo stato che rappresenta..

perché non sempre si può vivere di rendita sul passato..

 

di riformismo tutti si riempiono la bocca, di questi tempi..

bene, mi hanno insegnato che di tanto in tanto un rinnovamento è necessario, se non altro per vincere l’inerzia e l’auto-referenzialità in cui, necessariamente, anche una brava persona cade..

non è forse, senza, per favore, mitizzare g. p. II, l’ora di un nuovo papa?




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18 settembre 2003

ammasso di ironico (purtroppo auto-ironico) esistenzialismo a buon mercato..

ora, se dovessi dire cosa mi colpisce di più del ritorno a casa, in quella casa friulana, istintivamente, eliminando fronzoli di abbellimento e nostalgia pre-fabbricata, direi il collegamento veloce ad internet..

ricordo che più di qualche mese fa scrissi un’apologia, in poche righe, del mondo dei 56 kb..

sostenevo, più o meno filosoficamente, che è un mondo in cui il primitivo riappare, con le sue virtù e con i suoi fantasmi..

che è un mondo in cui sei in grado di relazionarti con ogni singolo byte, ringraziandolo per la sua gentilezza..

che è un mondo no-global, in cui le pressioni sono inferiori..

che è un mondo in cui ringrazi ogni pagina aperta e non te la prendi più di tanto quando ti si impalla tutto, magari appena prima di completare una fondamentale transazione on-line..

sostenevo addirittura che ne puoi controllare il flusso, byte dopo byte, instaurando un rapporto intimo e di stima reciproca con il tuo cavo telefonico, non dando per scontata la velocità di reazione nata dal tuo click sul mouse..

bene, ipotizziamo una trasposizione della non-conciliazione tra 56kb e fibra ottica alla vita..

esistono due mondi: l’occidente (fibra ottica) sviluppato, con le sue sperequazioni, certo (fibra ottica, dsl, adsl) ma con una bella dose di comodità da scrivania e poltrona in pelle umana..

esistono i paesi del terzo mondo e quelli in via di sviluppo (complessivamente ben rappresentati dai 56kb, i più avanzati con tariffe flat e quelli più indietro con tariffe a consumo)..

i paesi del quarto mondo non vengono neppure presi in considerazione (quelli senza internet, per intenderci)..

ora, mentre l’occidente nella sua affannosa rincorsa in avanti in direzione progresso chiamato gingillini, giocattolini, agiato e (finto) esclusivo comfort, si abitua a guardare la tv satellitare grazie alla fibra ottica (dimenticandosi la rai, le fiction e pure le reti private che sproloquiano solo di immigrati e pseudo-calcio), i paesi del terzo mondo (per esempio l’albania), pur di respirare l’aria da paese pingue e sogno di una notte di mezza estate su gommone, appiccicano parabole in qualunque parte della casa, spesso fatiscente condominio un po’ scrostato e iper-affollato, pur di guardare raiuno, rai international, castagna, cucuzza e pure miss italia, per sentirsi parte di un mondo che non c’è..

e allora, direttamente dal latino panem et circenses, vogliamo regalare anche a loro (e a me, in quanto possessore di 56kb no-global) un po’ di sana globalizzazione, abbattendo i pauperistici rifiuti dell’orpello?




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2 settembre 2003

manie varie: capitolo 1, i film horror..

negli ultimi mesi mi ha preso la mania degli horror..

il tutto era iniziato con “la notte dei morti viventi” di romero, qualche mese fa, subito seguito da un film trash d’annata (mi pare fine anni ’60) sui vampiri intitolato “vampires”(di uno storico regista italiano di cui non ricordo il nome) e da un altro trash-horror di carpenter..

dopo qualche mese di sedimentazione nel mio inconscio, la mania da horror è riemersa nelle ultime settimane, costringendomi, quasi comandato da una forza invisibile a vedere in poche sere “the ring” versione originale giapponese del ’98 (molto bello, ritmi lenti, inquietante ma nulla più), quindi dirigendomi verso gli storici “poltergeist” (la cui sceneggiatura è peraltro di spielberg-è proprio il caso di dire a volte ritornano) e verso qualche altro trash italiano (dario argento, macchietta horror, è inguardabile; lucio fulci in una cazzata infarcita di luoghi comuni come “demonia”)..

non perchè sia un cavaliere senza paura, ma ammetto che la mia spasmodica ricerca horror nasce dal desiderio di provare sensazioni di paura e di tensione, che finora ho provato solo con “it”, guardandolo a tredici anni..

anche la prova “esorcista” versione integrale al cinema è fallita, quasi miseramente (per quanto sia un capovaloro)..

prossima fermata, nightmare..




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1 settembre 2003

le care, vecchie, rimpiante e cameratesche proposte (un pò demagogiche, diciamolo) di azione giovani

an, alla ricerca dell’identitarismo di due annetti fa, attraverso i rampolli un po’ squadristi di azione giovani, chiede alla vincitrice di miss muretto (e dico miss muretto) di non andare a cuba, quasi a boicottare fidel..

cosa si deve fare per campare (e per un po’ di visibilità)..




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1 settembre 2003

nevrotico dubbio..

mi sto arrovellando su diaco da parecchi mesi e ne approfitto per prendere spunto da un post di attentialcane..

ogni volta che lo vedo o gli sento fare la parte del caustico ed acidulo controcorrente mi chiedo se, il fatto che lui sia (probabilmente) ricco, (decentemente) famoso, che possa scrivere e dire più o meno ciò che vuole sul foglio, alla radio e ora anche su sky, mi debba portare all’esaltazione da porte che si aprono condite da campane a festa di benvenuto(“se ce l’ha fatta lui”, penso) oppure mi debba far piombare nella depressione più nera ed oscura (“ma com’è possibile che una mezza figura, non particolarmente brillante, che ha due anni o tre anni più di me quasi diventi un mezzo opinion leader e io sia ancora qui a scrivere in un blog”)..




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27 agosto 2003

albergo trieste, lorenzago..

il primo giorno che avevo sentito parlare di saggi che puntavano a riformare la costituzione dall’articolo 55 in poi mi aspettavo signori anziani, magari in pensione, possibilmente sconosciuti, costituzionalisti di livello, intellettuali, professori, insomma, qualcosa di qualcosa..

poi guardo il telegiornale e vedo calderoli in bermuda e maglietta che promette le vere riforme..

non ci preoccupiamo, comunque vada sarà un successo..

me lo diceva sempre mio nonno..




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27 agosto 2003

gli oscar del calcio, il caciocavallo di raidue e l’abbacchio di bisteccone..

forse più noioso di miss italia, castrocaro, donatello e san remo messi insieme..

cosa c’è di peggio che la consegna di premi, per di più calcistici? vestiti inguardabili (mattioli) e spezzati improbabili (galliani, braida, tosattone), scenette trash (poeti locali decantanti in dialetto, finta satira su totti), momenti musicali (un’ermafrodita inascoltabile), parole buttate (nedved), pistolotti da vecchio saggio (stracandido cannavò), conduttori che si parlano sopra (perego e caputi)..

pure un primissimo piano di bisteccone stravaccato sul divanetto troppo piccolo per la sua figura..

ci mancava solo il mago otelma..

che dio ce ne scampi..




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6 agosto 2003

i piazzisti di hiroshima..

una decina di clerical-impagliati, di fronte alla base di aviano, in un cerchio costruito con panche, un tendone sotto cui coprirsi, le proprie convinzioni da sfoderare, invocando un certo dio ricordando hiroshima, poco meno di sessant’anni fa..

ci sono passato davanti ieri sera e stamattina, a distanza di dodici ore, e sembrava che questi impegnati operai (operatori) della verità (propria) non si fossero mossi neanche di mezzo centimetro, come non fosse trascorso un secondo dall’altro, sempre in silenzio, qualcosa tipo “beati costruttori di pace” o affini..

un cartellone gigante con una data sepolta e un luogo giapponese, e il solito settarismo degno di ogni ideologia..

sì, è vero, si parla di atomica, di centinaia di migliaia di morti..si parla di una scelta tragica ma non si sa fino a quanto inopportuna..

ma quel gruppetto di persone, senza sé e senza ma davanti alla base di aviano, che vivono delle proprie assolutistiche certezze, bè, più che richiamare alla memoria e dare moniti futuri, ricordano quei testimoni di geova che, muniti di bibbia, parole a vuoto e convincimenti generazionali, suonano e risuonano alla porta, pronti all’ (altrui) conversione..

venditori di idee, di enciclopedie o di fumo negli occhi?




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29 maggio 2003

qual è la cosa che ti innervosisce di più?

1. quando subito dopo che ti sei tagliato i capelli semini capelli tagliati su scrivania, computer, tavola, vestiti, nel letto e sul cuscino rischiando di soffocare nel sonno

2. quando inizia a diluviare e tu sei senza ombrello

3. quando inizia a diluviare, tu ti guardi in giro borioso per avere con te un ombrello, ma appena lo apri ti accorgi che è semi-distrutto e che per raccogliere le gocce è più utile la tua testa

4. quando una fetta di pane spalmata di gorgonzola ti cade sul pavimento pulito, ovviamente dalla parte del gorgonzola

5. quando fai una lavatrice con magliette e calzoni e i calzoni perdono due taglie, mentre la maglietta cambia sorprendentemente colore

6. quando vai a ritirare un vestito in tintoria che ti serve assolutamente per il giorno successivo, pagando dieci euro, e appena esci inizia a diluviare per cui ti chiedi se dio esiste e che faccia abbia per farti una cosa del genere

7. quando per rispondere al telefono corri per la casa e sbatti dolorosamente contro l’unico spigolo che hai in quella stanza

8. quando compri al mercato quattro pomodori e poi ti accorgi che quel bastardo te ne ha rifilato uno completamente marcio




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28 maggio 2003

personaggi in cerca d'autore: il fotobidello..

in ogni università che ci rispetti esiste un fotobidello, anzi, il fotobidello..

il fotobidello, conscio della sua avvenenza e del suo fascino di quarantenne portati molto bene vaga per l’università senza mai avere qualcosa da fare..barba di qualche giorno selvaggia ma estremamente curata, si limita a dispensare sorrisi, saluti e battutine alle ragazze, generalmente solo alle più carine..affabile e informale, spesso si fa passare per docente, in modo da aumentare la sua aura magica..

le leggende parlano di studentesse conquistate con il fascino di favori burocratici e con la promessa di buone parole verso professori..

contornato da ragazze, ho personalmente assistito a marpionaggio di amica carina e alquanto sveglia con relativo scambio di numero di telefono..

immagino il fotobidello tra una trentina d’anni, sull’orlo della pensione che, bramoso di giovani studentesse, vagherà per l’università con il vecchio badge raccontando delle sue enormi esperienze e conoscenze accademiche, spacciandosi magari per ex-rettore, pronto a catturare l’attenzione (e non solo) di giovincelle allo sbaraglio..




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23 maggio 2003

scenari possibili: "chi ammazza chi" berlusconi e prodi al semestre europeo..

berlusconi e prodi, alla cerimonia inaugurale (se mai ci sarà) della presidenza italiana del semestre europeo..

berlusconi, col sorriso stampato, modo di fare da guascone ad un addio al celibato, ammiccante fa gli onori da padrone di casa, ricordando che la tappezzeria è stata scelta di persona da lui stesso..

prodi, col suo vestito da rigido e austero signore (con qualche scheletro nell'armadio, da buon borghese), rabbioso in corpo causa sputtanamento vespiano da tangente..

cosa faranno i due?

1. si stringeranno la mano simulando indifferenza

2. prodi, dopo sorriso da presa in giro del premier, lo "corca di botte" urlandogli "nano di merda"

3. prodi, come a scuola, chiama la maestra (boccassini) per far mettere in punizione il suo cattivo compagno di banco

4. arrivano nas e guardia di finanza, che su soffiata di pantani trovano funghetti magici nelle tasche di berlusconi, e anabolizzanti e steroidi nella ventiquattrore di prodi

5. si ignoreranno, fino a che berlusconi rovescerà "per sbaglio" una fetta di torta alla panna indelebile sul vestito nuovo di prodi che sbotterà urlandogli "puffone"

6. arriva castagna e fa una puntata speciale di stranamore

7. crepet e vespa si collegano in diretta per analizzare i complessi edipici di prodi nei confronti di berlusconi

8. taormina trova l'alibi per l'infanticidio di cogne..non é il suo datore di lavoro




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21 maggio 2003

der tod..




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21 maggio 2003

der tod..




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21 maggio 2003

porno 2..

di porno probabilmente non se ne sentiva la necessità..

insomma, un bel piatto di minestra riscaldata che all’inizio ti fa assaporare vecchi sapori, ma poi scema in uno stucchevole già mangiato..

piacevoli i ritratti psicologici e la fine miseramente ad effetto..

personaggio preferito? franco begbie..

e welsh intanto con i soldi incassati si accende i sigari e scioglie l’ero..




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19 maggio 2003

vittorione's back!

la cecchi gori production inizia la serie de “i peseguitati”, serie di film dedicati a personaggi illustri della vita politica, economica e culturale italiana che hanno avuto la sfortuna di imbattersi in un mondo ingiusto e barbaro..

prima serie: “vittorio, pulcinella e balanzone”..vita, disgrazia e carità di un ex-produttore già galeotto complessato e molto sfigato..special guest: rita rusic nel ruolo di se stessa..

seconda serie: “sette prigioni per sette fratelli”..storie di silvio, paolo, marcello, cesare, carlo, bettino e giulio..special guest: totò u’curtu, nel ruolo del padrino..

terza serie: “massimo, hector e la signora”..storia di sconfitte, lacrime e mafia..special guest: materazzi nel ruolo del piagnone..




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19 maggio 2003

fac-simile di lettera motivazionale necessaria ai fini di assunzione..

sono uno straordinario neolaureato acuto perspicace open-minded volenteroso capace di lavorare in team con spirito di abnegazione votato all’annullamento per il lavoro dolce sensibile ma deciso e un po’ presuntuoso che sicuramente farà al caso vostro, strepitosa azienda nel settore della produzione di vaselina, leader nel mercato locale, mondiale, globale ed universale..

mi propongo alla vostra attenzione per uno stage nella divisione “testing product”, con finalità di assunzione, conscio di poter offrire la mia piccola ma significativa esperienza di giovane ventitreenne alle prese con un prodotto che ha contraddistinto la mia innocente età..

il perché abbia scelto la Vostra azienda dipende dal fatto che essa è stata sempre da me considerata come un modello..ciò dipende dai numerosi casi aziendali studiati che mi hanno portato a conoscere la Vostra strepitosa azienda e i metodi da essa utilizzati, quali l’utilizzo dei vostri dipendenti per qualsiasi fine che anche lontanamente potesse servire ai Vostri scopi, anche quelli più infimi e infamanti..

mi ritengo fortunato di potere inviare una domanda di stage gratuito della durata di 26 mesi, seguita da una prospettiva di assunzione come minimo salariato in nero, per evitare le frodi che il fisco cerca di perpetrare ai Vostri danni..

sperando che il mio sacrificio possa esserVi utile, vi ringrazio di tutta la considerazione che mi concederete..

cordiali saluti

                                                                                                                                                             




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15 maggio 2003

le oche tornano in campidoglio (per fortuna non ancora)..

viaggio a roma dell’allegra casata..ufficialmente come semplici cittadini..

in realtà come polli da competizione..

 




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15 maggio 2003

se non muori di sars non ti preoccupare: ci pensa il governo cinese..

mi chiedevo quanto ci avrebbero messo i cinesi a questa decisione..

agli untori la pena di morte..

bè, era ora..




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14 maggio 2003

questa sera..




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13 maggio 2003

letture..

panorama online, sezione “sesso ed erotismo”..

ora un po’ di link agli articoli presenti cum breve spiegazione..

1. bustina magica che genera l’orgasmo femminile..

2. clinica di cura per sex addicted: “la vedova insaziabile, lo studente ossessionato dagli amori virtuali, l'impiegato che si masturba continuamente... adesso uno psichiatra li curerà con le terapie importate dagli usa”..

3. trovare il punto g..il manuale..passo dopo passo..tutti in attesa..

4. il business del sesso felice..

5. prostituzione insospettabile nel “torbido nord est”..la mia vicina di casa?

6. annuario del cinema hard core..i capolavori..finalmente saprò che film cercare..

7. nuova dieta a base di sesso..sex not for luxury..

 




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13 maggio 2003

sceneggiatura trash: il fuoco purificatore..

il fuoco divampava..la legna bruciava..corpi fumanti si mischiavano e perdevano la loro distinguibilità..in fondo era quello che gli sarebbe piaciuto..il ragionier belloni autore di tutto questo..

chi ci poteva credere? sarebbe bastato fingersi colpito, semi-ustionato e disperato..chi ci avrebbe creduto alla sua colpevolezza? dopo i primi interrogatori sarebbe stato scagionato..senza ombra di dubbio..eppoi un albanese assassino cui scaricare le responsabilità lo si trova sempre..

 




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9 maggio 2003

contatti multiculturali..

ieri sera, in preda ad un attacco di nevrosi estrema generato dal passaggio di fronte ad un kebab turco, appena scaricate le valigie in casa il mio corpo, governato da un alieno a cui piace addormentarsi con la lingua felpata e fetida, si è indirizzato verso un kebab da asporto (dove un arabo anfetaminizzato fa pure il pizzaiolo..potenza della globalizzazione..) per soddisfare il mio piacere immediato..l’anfetaminizzato arabo era circondato da altri amichetti un po’ tenebrosi che molto probabilmente hanno avvelenato il mio buon kebab (sento effettivamente uno strano sapore di cipolla, più forte del solito), mossi sicuramente da obiettivi di sovversione terroristica e contagio batteriologico..

da buon italiano irrispettoso delle usanze altrui, ho quindi chiesto loro se avessero birre o alcolici vari..da bravi seguaci di maometto, niente da fare..

di fronte all’arabo c’è un cinese..quale occasione migliore per entrare a contatto e testare sul mio corpo in maniera diretta gli effetti della sars? con noncuranza, entrato con il mio ingombrante kebab nel sacchetto, ho ordinato una birra..dopodichè me ne sono uscito ostentando una gentilezza un po’ impaurita e forzata..

immergere la testa in una bacinella di varechina può sortire qualche effetto positivo, apparte quello di allargare le porte della percezione?




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7 maggio 2003

"strane cose accadono nel mondo"..

dalla regia mi suggeriscono con un gran ritardo di pubblicare un post..

tema del post è il regime americano..sì, oramai è un regime..

guardate che cosa è successo..

“strane cose accadono nel mondo”..

ps: denuncio l’impossessamento della mia mente da parte di grim, che si è impossessato del topolino che fa girare la rotellina nel mio morbido e umile cervello..questo post è un pegno d’amore nei confronti di grim..




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