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  nilus ovvero finzione e realtà..surrealismo e volontà..
 
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posologia: non prendere nilus troppo sul serio, rischio intossicazione da pseudo-concettualismo
 
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perché nilus?

perché nilus è il nilo...
è un flusso... di parole...
di pensieri... di stati mentali
perché nilus è un nick..come poteva esserlo mr pink
perché nilus è anonimo
perchè nilus è un fumetto
perchè nilus è multiforme
perchè nilus è il disimpegno

 
 
scrivetemi a:
nilus1979@katamail.com
 
 
 
il razionalista
Il razionalista vive in un mondo empirico e fisico. Il razionalista è pragmatico e calcolatore.
Il razionalista è pratico e razionale. Il razionalista è lucido.
Ad un certo punto il razionalista si sente inabile a gestire la vita.
Il razionalista ha bisogno di bruciare il proprio cervello.
Il razionalista beve di solito.
Ma il razionalista usa la ragione.
Il razionalista pondera ciò che fa. Quando il razionalista non pondera ciò che fa non fa mai stronzate allucinanti.
Il razionalista ha bisogno di allucinogeni. Il razionalista ha bisogno di non controllo.
Il razionalista ha bisogno di vivere una vita surreale.
Il razionalista non deve pensare ciò che è bene e ciò che è male.
Il razionalista deve fare ciò che l’istinto ordina. Il razionalista deve morire.
Al posto del razionalista deve nascere un semi-allucinato-razionale.


6 luglio 2004

piccolo grumo bianco

Io non ho mai creduto alle predestinazioni.

Io mi faccio di coca da quando avevo nove anni. Ne trovai per caso in un cassetto della camera dei miei genitori mentre stavo cercando qualche moneta di qualche posto esotico chissà quanto lontano in cui mio padre si recava nei suoi viaggi di lavoro.

Trovai quella bustina e non capii cosa fosse, ma ovviamente ci infilai il naso, come sempre facevo con tutte le cose nuove e sconosciute. Ricordo che mi bagnai le dita e le intinsi in quel piccolo grumo bianco, dopodiché le portai alla bocca e mangiai ciò che mi sembrava zucchero con una naturalezza che ricordo ancora, nonostante ogni giorno mi chieda se sia tutto una grande invenzione che la mia (in)coscienza mi impone per diminuire l’atavico rimorso nei confronti di me stesso e di tutto ciò che mi circonda.

Mi ritrovo ora, a 24 anni, come si definisce un qualsiasi semi-tossico del cazzo. Di quelli che non moriranno mai di overdose. Di quelli che continueranno a campare piazzandosi qualche polverina tra le narici, per piacere fisico, psicologico o semplicemente perché s’ha da fare.

E non venitemi a parlare di sensi di colpa, gioventù bruciata e lisergici giochi.

Manco il fanciullino che è in voi li vive.

Che se fossi nato al tempo di quegli inglesissimi scarafaggi brucia-passato mi drogherei anche un po’ di più.

 




permalink | inviato da il 6/7/2004 alle 20:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (34) | Versione per la stampa

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