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  nilus ovvero finzione e realtà..surrealismo e volontà..
 
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posologia: non prendere nilus troppo sul serio, rischio intossicazione da pseudo-concettualismo
 
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perché nilus?

perché nilus è il nilo...
è un flusso... di parole...
di pensieri... di stati mentali
perché nilus è un nick..come poteva esserlo mr pink
perché nilus è anonimo
perchè nilus è un fumetto
perchè nilus è multiforme
perchè nilus è il disimpegno

 
 
scrivetemi a:
nilus1979@katamail.com
 
 
 
il razionalista
Il razionalista vive in un mondo empirico e fisico. Il razionalista è pragmatico e calcolatore.
Il razionalista è pratico e razionale. Il razionalista è lucido.
Ad un certo punto il razionalista si sente inabile a gestire la vita.
Il razionalista ha bisogno di bruciare il proprio cervello.
Il razionalista beve di solito.
Ma il razionalista usa la ragione.
Il razionalista pondera ciò che fa. Quando il razionalista non pondera ciò che fa non fa mai stronzate allucinanti.
Il razionalista ha bisogno di allucinogeni. Il razionalista ha bisogno di non controllo.
Il razionalista ha bisogno di vivere una vita surreale.
Il razionalista non deve pensare ciò che è bene e ciò che è male.
Il razionalista deve fare ciò che l’istinto ordina. Il razionalista deve morire.
Al posto del razionalista deve nascere un semi-allucinato-razionale.


21 giugno 2004

mangiamoci a colazione

La mattina si svegliò. Le tapparelle facevano intravedere luci indistinguibili.

La luce, così flebile e fredda, nonostante fossimo in piena estate, non permetteva di delineare alcuna figura accanto alla sua. Era un’ombra nuda e cruda, come se ne vedono tante solo d’inverno.

Sì, era in effetti molto strano che in pieno agosto la camera da letto fosse così fredda e indecifrabile.

Si girò, pose la mano laddove lei doveva trovarsi. La sua mano si inumidì. Il torpore derivante dal sonno non gli consentì di capire all’istante. Alzò la propria mano e la sentì incrostarsi in un liquido a quel momento indecifrabile.

A quel punto realizzò. Non accese neppure la luce. Raccolse il coltello che trovò ai piedi del letto. Si avvicinò alla porta. Lo stomaco iniziò a contrarsi. Giunse al corridoio ed iniziò a vomitare, senza controllo ed esitazione.

Prese il coltello ed iniziò a ferirsi. Non ebbe il coraggio di affondare la lama. In realtà gli bastava solo scorgere il liquido rosso cadere ad ampie gocce a terra.

Non arrivò neppure alla cucina. Si distese a terra, con quel coltello in mano.

Chiuse gli occhi per riaddormentarsi. Respirò profondamente, appoggiando il coltello sul pavimento.

Cadde in un torpore improvviso. I sogni popolarono la sua mente.

Si risvegliò dopo qualche minuto e il coltello a striature rosse sembrò sparire, quasi non fosse mai esistito. 

 




permalink | inviato da il 21/6/2004 alle 20:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (28) | Versione per la stampa

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